SENSAZIONI ED EMOZIONI CHE POSSONO PROVARSI IN TERRA DI LUCANIA

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Sensazioni ed emozioni che possono provarsi in terra di LUCANIA

di Daniela Saltari Piraino  (nel ricordo di Salvo Oddo)

Una carrellata su MATERA, in particolare sui "Sassi", oggi "patrimonio dell’umanità"

Scendeva la sera e il lungo corteo dei camper si poteva percepire come una processione di lucciole che, in fila indiana, disegnavano una scia ondeggiante di luci rosse, sotto il chiarore di una luna tonda, intera nel cielo. Poi davanti a noi Matera.

In sosta nell’area del parcheggio dietro il Castello Tramontano, suggestivo e imponente, sapientemente illuminato, ci sentivamo già dentro il luogo da visitare, già parte del territorio che il giorno successivo avremmo esplorato. Infatti la giornata seguente è iniziata la visita della città.

Siamo partiti intorno alle nove allegramente stipati in quattro camper, in compagnia della Guida dell’Ufficio del Turismo che, al microfono di un baracchino, già ci informava della storia di Matera, questa città tanto particolare da poter essere ritenuta veramente unica. La prima destinazione era nei pressi dell’altopiano murgico, sul belvedere di Murgia Timone, sito panoramico della murgia materana e prevedeva la visita alla chiesa rupestre della Madonna delle Tre Porte, del secolo XI. Dal belvedere abbiamo ammirato la straordinaria singolarità di questo luogo, che ci è apparso a prima vista come un ammasso di rocce e case, quasi indefinibili e sovrapposte, mescolanza inestricabile di opera naturale (la roccia) e opera umana (la casa), dove l’eco e l’immagine di una vita primitiva sembra ancora presente, così vicina e saldata con la nostra contemporaneità da sembrarne indissolubile.

La guida ci ha aiutato a mettere ordine in un insieme che appariva indivisibile, e abbiamo potuto distinguere i due rioni, il sasso baresano e il sasso caveoso, esempio di struttura urbana unica al mondo, con case scavate nella roccia, spesso "palazzate", ovvero edificate in maniera sovrapposta e facciate costruite con materiale di risulta, in una città dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Abbiamo quindi saputo che la parte più antica della città è la Civita, e le ricerche archeologiche hanno provato come essa sia stata uno degli insediamenti preistorici dell’area materana. Quando le tribù dei villaggi trincerati della Murgia oltrepassarono il torrente Gravina stabilendosi, forse per maggior sicurezza e difesa, sulla Civita, nacque il primo vero nucleo di Matera che successivamente si dotò anche di fortificazioni e di una cinta muraria. A cavallo di due vallette carsiche ricche di antri naturali, la Civita in seguito risentì della crescita demografica, per cui l’occupazione di altri siti fuori delle mura divenne una necessità; così le due valli carsiche sottostanti alla Civita si popolarono e diedero vita ai rioni chiamati Sassi.

Nel 1952, sotto il governo De Gasperi, una legge ordinò per motivi igienico-sanitari lo svuotamento dei rioni, dove si conduceva una vita molto misera, in promiscuità con gli animali e in un ambiente dove ancora esistevano fogne a cielo aperto. Un’altra legge del 1986 ha cercato di salvare dal degrado questa eccezionale e originale struttura urbanistica. Oggi molte case vengono vendute agli abitanti che ne fanno domanda, per permetterne la ristrutturazione e il mantenimento. Al di là dei motivi sociologici che hanno fatto parlare nel passato di Matera come di un luogo invivibile, per l’ esistenza ai limiti della decenza umana che conducevano i suoi abitanti, oggi questa città si propone come esempio e testimonianza storica di una realtà che non può essere ignorata, perché vissuta, e il cui superamento dà valore e ricchezza a questo luogo.

E ricca di contenuti e di immagini ci è parsa la piccola chiese rupestre della Madonna delle Tre porte, così essenziale e quasi scarna, così tanto roccia, ma rischiarata da un affresco che nella sua semplicità contribuisce all’intento di farne una Chiesa, luogo di rifugio e di preghiera. Infatti proprio la natura e la conformazione del suolo e dell’altopiano murgico materano favorì l’espandersi, in epoca che va dall’ VIII al XIII sec. d. C, di un intenso movimento monastico che nelle antiche case-grotte trovò le condizioni ideali per fondare chiese rupestri secondo lo schema di quelle greco-bizantine. A tale proposito abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria della Valle, molto mistica, con resti di affreschi e presenza di elementi architettonici decorativi, privi di ogni funzione portante. Infatti la struttura delle chiese rupestri viene scavata direttamente nella roccia. Nel pomeriggio la visita è proseguita nel centro storico con sosta alla chiesa del Purgatorio, in quella di San Francesco d’Assisi e nei viali dei sassi , con ingresso nel Sasso Caveoso e visita alla chiese rupestre di Santa Lucia alle Malve, che conserva bellissimi affreschi.

Abbiamo poi visitato una casa-grotta, tipicamente arredata, con alto pagliericcio, sotto il quale, ci hanno informato, veniva un tempo ospitata anche la chioccia con i pulcini, mentre una parte dell’unica stanza era riservata all’asino ed un’altra zona costituiva il reparto della cucina con fuoco, arnesi e pozzetto dell’acqua. Accanto a questa, all’esterno, era visibile una struttura a "neviera", per la conservazione della neve.

Successivamente abbiamo visitato le chiese del Convencinio, situate nella zona più antica, ora disabitata, con pregevoli elementi architettonici. Il ritorno ai camper, in tarda serata, è avvenuto a piedi, lungo i viali lucidi e bianchi dei sassi; ci sembrava strano pensare che un tempo tutto era uguale e diverso, uguale nella forma e diverso nella vita che qui si conduceva; la guida intanto ci informava che, nel corso degli anni sessanta, gruppi di "fricchettoni" avevano occupato alcune case, poi erano rimasti popolando specialmente un quartiere, e le loro famiglie costituiscono ora parte degli abitanti del luogo. Ora d’estate i turisti si riversano per le strade e pizzerie e locali stanno sempre più invadendo questi luoghi.

Ora anche qui si vive la "normalità".